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Castellammare del Golfo

Castellammare del Golfo
Castellammare del Golfo vista dal porto

Posizioni geografica lat. 30° 02' Nord - long. 12° 53' Est.
Il porto di Castellammare del Golfo è costituito a est dal molo del castello, banchinato internamente e munito di anelli da ormeggio a nord dal molo foraneo banchinato dal lato sud e da una banchina di 130 m. Sulla riva di ponente del porto ci sono alcuni pontili galleggianti per le imbarcazioni da diporto.

Castellammare del Golfo in origine

Castellammare nasce come Emporium Segestanorum (porto della vicina Segesta) e fino all'arrivo degli Arabi la sua storia si identifica con quella della città elima. Si ipotizza che l'emporio esistesse già a partire almeno dagli inizi del V secolo a.C. Testimonianze in tal senso si ricavano sia dagli scritti di Erodoto sia da quelli di Diodoro Siculo e di Tucidide, che a proposito della spedizione ateniese in Sicilia del 415 a.C., più volte parla di navi che andavano o venivano da Segesta. A fare esplicito riferimento al porto segestano sono però Strabone e il geografo Tolomeo, che tuttavia da una errata collocazione del sito, forse per un mero errore materiale nella trasmissione del testo.
Con l'arrivo degli arabi agli inizi dell'800 il paese prende il nome di Al Madarig ("la scalinata", nome che sembra derivare dalla scalinata che dalla parte più alta del bastione fortificato conduceva al porto). Sono gli arabi a realizzare il primo nucleo del castello poi ampliato dai Normanni. L'edificio fortificato venne edificato su di uno sperone di roccia a ridosso del mare e collegato alla terraferma per mezzo di un ponte levatoio ligneo.
Agli inizi del secondo millennio, Castellammare diviene importante fortezza dei Normanni prima, degli Svevi poi e centro di battaglie fra Angioini e Aragonesi. Nel 1314 Roberto d'Angiò conquista Castellammare, la cui guarnigione si arrende sembra senza opporre resistenza. Nel 1316 sono gli aragonesi con Bernardo da Sarrià a impadronirsi del castello distruggendone parte delle fortificazioni e una delle tre torri. La guerra si conclude con la vittoria di Federico II e il porto verrà interdetto alle attività commerciali in ragione del tradimento in favore degli Angioini.
La baia di Guidaloca, poco lontana da Scopello
Castellammare tornerà a crescere dopo i Vespri quando la cittadina fu terra baronale di proprietà di Federico d'Antiochia e diventa importante polo commerciale legato all'esportazione del grano. Di questo periodo è l'amplimento del castello sul mare. In particolare è il 10 gennaio 1338 che da proprietà demaniale regia diventa baronia sotto Raimondo Peralta. Nel 1554 il territorio diviene feudo di Pietro de Luna.
Fino al 1500 Castellammare aveva un ruolo prettamente commerciale e di servizio per l'entroterra e la cittadina era scarsamente abitata. Il nucleo originario attorno al castello viene protetto nel 1521 da una prima cinta muraria (la seconda cinta muraria fu completata nel 1587 con 3 porte di accesso). Essa tuttavia non deve avere dato molta sicurezza all'abitato visto che l'incremento demografico fu irrilevante per tutto il secolo (nel 1374 vi erano 413 abitanti, 450 nel 1526, 463 nel 1595, tanto da far chiedere da Giacomo Alliata, che aveva la baronia sul posto, al Regno di Napoli una licentia populandi. Licenza che ebbe scarso effetto posto che nel 1630 erano presenti 790 abitanti. Nel 1653 si arriverà a 1279 abitanti. L'insuccesso del ripopolamento sarà dovuto principalmente alle incursioni saracene. Tra la fine del '500 e l'inizio del '600 il paese si espande lungo l'asse nord-sud.
Ingresso del baglio di Scopello
Della seconda metà del XVI secolo è la chiesetta della Maria SS.Annunziata, realizzata a pochi metri dal mare di "cala marina" e alla quale nel 1590 fu aggregato un convento di Carmelitani, oggi non più esistente[6]. Il paese in quel periodo era abitato principalmente da marinai e da addetti al carico-scarico merci (soprattutto il grano prodotto nell'entroterra). Nel 1700 il paese continua a espandersi sempre lungo la direttrice nord-sud ma in modo più irregolare. Acquista sempre più importanza il caricatore di Cala Marina rispetto a quello di Cala Petrolo, questa sull'alta parete di tufo prospiciente il mare vedeva fino ad allora la presenza di diversi magazzini e del mulino Zangara.
Alla fine del'700 e inizi dell'800 con il frazionamento del latifondo e lo sviluppo di colture intensive (viti soprattutto) aumenta il fabbisogno di manodopera e diviene più numeroso il ceto contadino e si assiste a un notevole flusso immigratorio: se nel 1774 vi erano 3859 abitanti, nel 1798 se ne contano circa 6.000. All'incremento demografico contribuì la fortificazione del borgo attorno al castello. Tanto che nel 1798 quando gli abitanti saranno 6000 nella città sarà possibile individuare tre stadi morfologici ben distinti: il nucleo del castello, la città murata e la città fuori le mura.
La scala "a chiocciola" all'interno di una torre del castello
Nel settecento e nell'Ottocento il paese continua ad ampliarsi, avendo come fulcro del proprio sviluppo economico il porto. Gli ultimi decenni del secolo XIX sono caratterizzati dalla crescita economica, gli abitanti nel 1901 sono 20.605. Il porto fu dotato di strutture fisse di attracco solo nel 1890 (anno di costruzione della banchina), e solo nel 1907 alla estremità del molo sarà collocata la gru da tre tonnellate

spiaggia Plaja a  Castellammare del Golfo

Il relitto di un veliero del XV secolo, ritrovato il 2 luglio 2009 dall'archeologo castellammarese Vito Sottile, nelle acque antistanti la spiaggia "Plaja" è una delle più belle realtà restituitaci dal nostro mare.

Castellammare del Golfo vista dalla villa comunale
Castellammare del Golfo vista calamarina
Castellammare del Golfo vista dal porto
Terme acqua sulfurea a Castellammare del Golfo

TERME SEGESTANE                                          

Calda come l’acqua che scorre naturalmente alle spalle di Castellammare del Golfo, al servizio delle terme, certo, ma anche di quanti vorranno provare l’ebrezza di qualcosa di più selvaggio, come una passeggiata all’interno del letto del Fiume Caldo, così detto proprio per la presenza di alcune polle da cui sgorga acqua a oltre 40°C di temperatura. Va bene, trattasi di acque sulfuree: l’odore che vi resterà addosso è quello poco gratificante di uovo marcio ma… ma la vostra pelle ne trarrà un beneficio duraturo, e anche le vostre ossa ve ne saranno particolarmente grate. Il trucco sta tutto nell’usare un costume a cui non siete troppo affezionati e, soprattutto, nel concedersi una lunga doccia fredda dopo.
Se volete avere tutto questo servito su un piatto d’argento, c’è lo stabilimento delle terme segestane, pronto ad accogliervi con le piscine di acqua termale circondate da docce pronte per l’uso. Ma non vi consigliamo Castellammare solo per questo! In un giorno potete concedervi anche una splendida visita al Castello normanno e ai suoi musei, una passeggiata tra le gelaterie del centro (non perdetevi il gelato al gusto di gelsi neri!), senza dimenticare neanche per un secondo un tuffo nel mare del suo golfo, perfetto momento di commiato da questa splendida cittadina, già prezioso porto commericiale ai tempi della Magna Grecia…

Castellammare del Golfo
Castellammare del Golfo vista dal
tonnara di scopello a Castellammare del Golfo

Tonnara di Scopello                            [Castellammare del Golfo (TP) ITALIA]


La Tonnara di Scopello è una Dimora Storica sul mare, costituita da un affascinante complesso di edifici antichi racchiusi da un muro di cinta e sovrastati da un'antica torre federiciana. Il complesso è prospiciente ad una caletta di acqua azzurra, chiusa dai suggestivi faraglioni. La struttura, che nel corso dei secoli ha subito successive stratificazioni, è un esempio di archeologia industriale del mare, nata per la pesca del tonno.

Castellammare del Golfo
Castellammare del Golfo vista da
Castellammare del Golfo

TEMPIO SEGESTA

La data della fondazione non è conosciuta, ma da documenti risulta che la città era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico greco Tucidide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta, chiamata Aegesta, ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi.
Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso. Virgilio riporta la leggenda secondo cui Segesta sarebbe stata fondata da Enea per far riposare i vecchi e le donne, dopo che queste avevano incendiato le navi poco prima di riprendere il viaggio.

la tonnara Castellammare del Golfo
Castellammare del Golfo
nei pressi del tempio di Segesta a Castellammare del Golfo
nei pressi del tempio di Segesta a Castellammare del Golfo
Photos de Zingaro Nature Reserve, Sicile
La Riserva dello Zingaro
Castellammare del Golfo
nei pressi del tempio di Segesta a Castellammare del Golfo nei pressi di
Lo Zingaro

Lo Zingaro ha una superficie di 1.650 ettari, con una fascia litoranea di circa 7 chilometri intercalata da numerose calette: cala della Capreria, cala del Varo (raggiungibile via mare), cala della disa o Zingaro, cala Beretta, cala Marinella, cala Torre dell’Uzzo. L’area si estende nella parte occidentale del golfo di Castellammare e nella penisola di San Vito lo Capo. all’interno della riserva si trovano centri di documentazione sull’ambiente
e sulle culture antropologiche, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco. due gli ingressi, uno da Scopello (ingresso principale, più attrezzato dal punto di vista ricettivo) e uno da San Vito Lo Capo.

l'entrata per lo Zingaro